Descrizione Progetto
Variante esterna del passo di Monte Croce Carnico in località Timau, in comune di Paluzza.
| Job | 2188 | |
| Prestazione eseguita | Studio generale di fattibilità | |
| Committente principale | Direzione centrale infrastrutture e territorio della Regione autonoma FVG | |
| Inizio attività/fine attività | 2024 | |
| Importo complessivo lavori progettati | € |
| Job: |
| 2188 |
| Prestazione eseguita: |
| Studio generale di fattibilità |
| Committente principale: |
| Direzione centrale infrastrutture e territorio della Regione autonoma FVG |
| Inizio attività/fine attività: |
| 2024 |
| Importo complessivo lavori progettati: |
| € |
Progetto: Alpe Progetti srl e Puntel Capellari & Associati Ingegneria
Geologia: Geomok – dott. Andrea Mocchiutti
Aspetti ambientali: dott. bio. Giuseppe Moro
Aspetti forestali: dott. for. Marco Clama
Aspetti archeologici: arch. PhD. Tiziana Cividini
Motivazioni alla base del progetto e scelte progettuali
Le problematiche a cui vuole dare risposta la presente proposta di variante sono anzitutto quella della sicurezza e garanzia di percorribilità del tracciato, cercando di individuare quindi un percorso che non risulti soggetto a fenomeni di caduta massi e valanghe non facilmente controllabili e di energia troppo elevata da poter essere protette con eventuali idonee barriere, ed inoltre una percorribilità che possa essere di maggior comfort limitando il numero di tornanti e adeguando le dimensioni della carreggiata.
Una strada che possa essere percorsa sempre, di dimensioni adeguate per consentire il transito di qualsiasi mezzo e che possa rendere questo valico un elemento di collegamento stabile per le due comunità transfrontaliere sia per gli aspetti commerciali e lavorativi che per quelli turistici e culturali.
Il nuovo tracciato oggetto della variante si sviluppa, riprendendo quanto considerato dall’ing. Bonicelli al’indomani della prima guerra mondiale, lungo un pendio boscoso e dalla geologia più confortante rispetto a quello dell’attuale S.S. n°52 bis, che possa garantire la sicurezza della viabilità.
La peculiarità di tale tracciato è la sua percorribilità 365 giorni all’anno e con velocità medie che si possono attestare sui 60 km/h, garantendo le caratteristiche di sicurezza e comfort dovute da una moderna arteria stradale transfrontaliera seppur di montagna.
La proposta garantisce la sicurezza, rendendo anche più veloce il percorso, pur limitando al minimo indispensabile le opere; un raccordo più sicuro e celere raccordo tra Timau e Mauthen è sicuramente una risorsa per le comunità locali che possono giovarsi di rapporti transfrontalieri facilitati che fanno gioco anche allo sviluppo del territorio.
Zona 1: dal 3° tornante al Passo
Rispetto al tracciato attuale la soluzione che si propone si diparte dal 3° tornante al km 28 spostandosi tutto sulla sinistra, tra i rii Collina Grande e di Collinetta, riprendendo in parte la carrareccia che sale verso il rifugio Marinelli, e con due tornanti ed un lungo traverso si riporta all’entrata del valico.
Zona 2 soluzione A: messa in sicurezza dal 2° al 3° tornante
La soluzione A prevede la messa in sicurezza della tratta tra il 2° ed il 3° tornante mediante la posa di 460m di barriera paramassi da 5000kJ fino alla galleria paramassi esistente ed il proseguimento della galleria artificiale per una lunghezza di 500m. Tale soluzione si presta a servire sia la nuova viabilità che quella esistente attualmente in corso di ripristino da parte di ANAS.
Zona 2 soluzione B: alternativa arrivo al 3° tornante in sponda dx
Si è voluta approfondire anche la possibilità di realizzare un tracciato alternativo in sponda destra che potesse discostarsi prima possibile dal pendio ricadente in zona di pericolosità P4.
Si è dapprima ipotizzato un attraversamento all’altezza dei laghetti, poi escluso per le seguenti ragioni: la necessità di realizzare un ponte di dimensioni molto significative e quindi di notevole impatto sia economico che paesaggistico a causa dell’ampiezza dell’alveo in tale tratta e delle aree P3 prospicienti, la presenza sul versante di un fenomeno valanghivo piuttosto significativo e attivo anche in tempi recenti he avrebbe richiesto la realizzazione di una galleria artificiale piuttosto lunga.
Si è quindi ritenuto di valutare altri possibili punti di attraversamento che non sono risultati possibili fino alla Casetta in Canadà a causa dell’acclività della sponda sinistra del But in quella tratta.
Questa soluzione, oltre ad avere un impatto più significativo sulla vegetazione, nonché un costo maggiore della soluzione A, come riscontrabile nell’allegato preventivo sommario, presenta una significativa interferenza con il complesso sciistico della pista di fondo.














